disorganica distribuzione degli episodi nel ciclo evangelico: sicché la Cena, la Crocifissione e la Resurrezione sono confinate nella parete di retroprospetto e la Pietà è inserita addirittura su una parete della terza campata per lasciare spazio agli inserti di quattro Sibille ed altrettante Virtù e all'appendice dei Novissimi - Inferno e Paradiso - collocati sulle pareti a sinistra e a destra dell'ingresso (1) .
    Si apparentano al San Francesco in estasi un S. Antonio da Padova ed un probabile San Bonaventura, recanti entrambi per attributo il giglio ed il libro. Si apparentano non solo per l'identità delle aureole dorate e con uguali punzoni e raggiera ma anche per la presenza degli stessi volti smunti, a zigomi alti, sopracciglia allungate, labbra esigue ed orecchie tirate in su.
Medesimi caratteri tornano nella figura di un suadente Precursore, confinato anch'esso sulla facciata di un pilastroUna strana iconografia, inusuale per la provincia, ma consueta nella capitale, lo rappresenta avvolto in un mantello, qui soppannato di rosso, che scende a larghe falde fino a trovarsi con un lembo sotto al piede del santorealizzati con minore impegno e forse affidati ad aiuti, ma su cartone sicuramente del maestro: e qui basti notare, per le raffigurazioni di Lorenzo e Ludovico, la vivacità e la naturalezza delle pieghe increspate sul mattonato del pavimento (4) .
Eccetto, forse, che per la Santa Lucia - che ha abito francescano e reca quale attributo, oltre la coppa consueta con gli occhi, lo stilo che ha lasciatola ferita nella gola - la redazione dei santi è riconducibile ad un artista di notevole levatura.